Lago Khovsgol e Amarbayasgalant

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Situato all’estremo Nord del Paese, il Lago Khovsgol è una delle perle più preziose della Mongolia. Si tratta del lago più profondo dell'Asia centrale (260 metri) e viene chiamato con l'appellativo di "madre" dalla popolazione locale, che lo considera sacro per la sua acqua purissima e cristallina, che si può persino bere. E’ un vero paradiso naturale ai piedi di montagne di quasi 3.000 m. che si specchiano nelle sue limpide acque, ricoperte da una natura ricca e fiorente di folte pinete e separate da rigogliose vallate su cui pascolano indisturbati yak e cavalli. Nelle acque del lago gli storioni, i lennok ed altri pesci nuotano inconsapevoli dell’assoluta bellezza che li circonda. Intorno al lago si aprono diverse caverne interessanti, piuttosto difficili da trovare senza la guida. Tre diverse popolazioni vivono nell'area: i mongoli darkhad, i burysats e i tsaatan, che costituiscono lo schivo “Popolo delle Renne”, un’antica popolazione turca ormai sull’orlo dell’estinzione.
Nei dintorni, la maggiore attrattiva è costituita dal monastero di Amarbayasgalant che, dopo il Monastero Gandan di Ulaanbaatar, è considerato il secondo complesso religioso più importante del Paese, nonché uno dei più belli. Il “monastero della tranquilla felicità” è però più antico e fu eretto nel 1737 dal re mancese Kansu, che lo dedicò a Zanabazar, grande buddista e scultore mongolo. Situato nella regione Selenge del Nord, è circondato da un panorama suggestivo che sembra mutare con la luce e la direzione del vento. Dai tetti del monastero si gode uno splendido panorama sull’intera vallata, che appare interminabile. I comunisti vi fecero però il loro ingresso nel monastero negli anni '30, quando vi vivevano quasi duemila monaci, distruggendone statue e 10 dei 37 templi. Attualmente vi risiedono solo una quarantina di monaci.