Deserto del Gobi

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“Poi vennero le quiete sabbie del Gobi; le dune si susseguivano come onde rivelando corti orizzonti color ocra, e in quell’aria vellutata si poteva udire solo il respiro pesante e accelerato dei cammelli, il fruscio dei loro larghi piedi” (da “Il Dono” di Nabokov).
Il Gobi, "il deserto" per i locali, è uno dei luoghi più desolati, misteriosi e affascinanti del pianeta in cui l'escursione termica annuale spazia dai - 50/55° C. dell’inverno ai + 45° C. dell’estate. Occupa circa un terzo dell'intera superficie della Mongolia e domina incontrastato il territorio per miglia e miglia di distese uniformi. Il suo nome evoca dunque lande desolate e condizioni ambientali estreme, quasi del tutto ostili alla sopravvivenza. Ma evoca anche paesaggi di incontenibile bellezza e assoluto fascino: laghi salati, distese sabbiose e canyon dalle rocce rosse che al tramonto sembrano come incendiarsi ai riflessi degli ultimi raggi solari.
La leggenda vuole che il Gobi sia stato creato dal passaggio degli imponenti eserciti di Gengis Khan, ma in realtà i numerosi fossili che lo costituiscono testimoniano che il suo territorio, ricco di acque e di vegetazione, era un tempo habitat ideale per i dinosauri. Negli anni '20, in questo territorio temuto dagli stessi mongoli, l'avventuriero americano Roy Chapman Andrews, con la sua squadra, riportò alla luce resti di scheletri di oltre 100 esemplari preistorici. Oggi il Gobi è abitato da alcune tribù nomadi e da alcune rarità faunistiche, come l'asino selvatico (Khulan), il cavallo Prewalski (Takhi), un'antilope endemica (Saiga) e l'orso del Gobi, ragione per cui è stato dichiarato  dall’UNESCO “Riserva della Biosfera” Ma sul suo territorio sorgono anche splendidi monasteri e altre affascinanti testimonianze di storia e cultura.
Escursioni consigliate:
  • Valle di Yol, o delle Aquile: una gola stretta e rocciosa a circa 2.500 m di altitudine, in cui si trovano ghiacciai perenni ed affascinanti canyon. Vi si possono poi osservare una grande varietà di piante e di animali (aquile, falchi, grifoni)
  • dune di sabbia di Khongoriin Els, o “Dune che Cantano col vento”: devono il loro nome all’affascinante sonorità creata dal movimento della massa sabbiosa. Sono alte 20 metri, larghe 20 km e si estendono per circa 185 km. Si trovano nel Gobi Meridionale e sono attraversate dal fiume Khongoriin che crea bellissime oasi verdeggianti
  • Bayanzag: chiamata anche “Rupi Fiammeggianti” dall’esploratore americano Roy Chapman Andrews nel 1922, è una zona del Deserto dei Gobi in cui la particolare conformazione geologica delle rocce, ricca di canyon, e la colorazione rossastra delle pietre rendono l’atmosfera molto suggestiva, soprattutto al tramonto. Qui sono avvenuti moltissimi ritrovamenti di fossili di dinosauro (Tarbosauri, Gallimimi, Protoceratopi, Adrosauri)
  • Gurvansaikhan: diversamente dagli altri parchi nazionali del Deserto del Gobi, il Gurvansaikhan offre diverse attrattive interessanti, come montagne, fossili di dinosauri, straordinarie dune di sabbia, formazioni rocciose e una valle ricoperta dal ghiaccio per gran parte dell'anno. Il tutto incastonato tra le stelle e orizzonti mozzafiato, con una biodiversità notevole: 52 specie di mammiferi e oltre duecento di uccelli, tra cui il trombettiere mongolo del deserto, l'avvoltoio monaco e la sterpazzola nana